<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0' version='2.0'><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-2666780527862288285</atom:id><lastBuildDate>Thu, 16 Feb 2012 07:05:42 +0000</lastBuildDate><category>"Prodotto del mese"</category><category>"Mamo Indovinello"</category><category>"MamoRegalo"</category><category>"I Primi del Mese"</category><category>"Il Vino del Mese"</category><category>"Pizze del mese"</category><category>La Birra del Mese</category><category>"i coriandoli dei miei pensieri"</category><title>MAMOBLOG</title><description>il blog di mamopizza</description><link>http://mamopizza.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (mimmo)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>105</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2666780527862288285.post-6042101797393888970</guid><pubDate>Thu, 01 Sep 2011 10:43:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-02-12T03:43:45.769-08:00</atom:updated><title>Le Pizze di Settembre 2011</title><description>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.mamopizza.it/newsletter/2011/settembre/0911loc.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.mamopizza.it/newsletter/2011/settembre/0911loc.jpg" style="cursor: pointer; height: 580px; width: 410px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2666780527862288285-6042101797393888970?l=mamopizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://mamopizza.blogspot.com/2012/02/le-pizze-di-settembre-2011.html</link><author>noreply@blogger.com (mimmo)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2666780527862288285.post-1261085003865611829</guid><pubDate>Wed, 10 Aug 2011 07:13:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-08-10T00:19:57.088-07:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>"i coriandoli dei miei pensieri"</category><title>Cronaca di una rapina annunciata</title><description>&lt;p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: georgia; line-height: 18px; font-size: medium; "&gt;“&lt;i style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.5em;  "&gt;Colui che non può contare su alcuna musica dentro di sé, e non si lascia intenerire dall'armonia concorde di suoni dolcemente modulati, è pronto al tradimento, agli inganni e alla rapina: i moti dell'animo suo sono oscuri come la notte, e i suoi affetti tenebrosi come l'Erebo"   William Shakespeare&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style=" line-height: 18px; font-family:georgia;font-size:100%;"  &gt;&lt;div class="contDesc" style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; clear: both; "&gt;&lt;p style="margin-top: 0.1pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.1pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 1em; padding-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0.1pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.1pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 1em; padding-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.5em;  "&gt;La spranga di ferro è vicina, cinquanta forse sessanta centimetri dalla mia mano, è una distanza comunque troppo elevata per arrivarci integro. Non c'è il tempo per pensarci su, ma non serve ragionare per capire che non avrei lo spazio sufficiente nemmeno per afferrarla, figuriamoci sferrare un colpo letale. C'è anche il coltello a serramanico, lo vedo con la coda dell’occhio, l’avevo sistemato qualche anno fa, viste le disavventure precedenti, accanto alla cassa in modo da poterlo afferrare velocemente nel caso di un attacco frontale, ma è ancora più distante ed è anche chiuso; dovrei prima arrivarci e poi aprirlo. Mi servirebbe fermare il tempo per dare una diversa piega a questo dramma, consapevole del rischio di peggiorare ulteriormente le cose. In realtà il tempo è fermo, anzi in questo momento non esiste proprio, sono sospeso in aria, poggiato sul nulla: è come se non respirassi, come se il cuore non battesse più; non sento gli odori e i rumori, non vedo i colori. Tutto si svolge in un contesto irreale, all’interno di una bolla asettica, una sorta di sogno piatto del quale non si ricorda niente se non piccolissimi frammenti. E’ curioso che non provi nessun timore, o forse la paura, in situazioni del genere, si manifesta proprio in questo modo. Eppure ho già vissuto queste esperienze sinistre, purtroppo più di una volta, ma solo ora capisco che tutto ciò è una normale reazione del cervello: si perde ogni percezione, quasi come se il tempo e lo spazio si fondessero in un’unica entità sconosciuta ai sensi, alla ragione. Anche se ogni volta è una storia a se. La volta precedente, circa quindici anni fa, fui assalito per strada, da due, forse tre individui; ero in macchina, fermo a un semaforo in attesa che scattasse il verde. Mi tramortirono, presumibilmente con un “taser”, una pistola elettrica, e mi portarono via la valigetta con l’incasso del fine settimana, un bel gruzzoletto. Un mese d’ospedale e un danno materiale molto pesante, ma questa è un’altra storia.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0.1pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.1pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 1em; padding-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0.1pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.1pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 1em; padding-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.5em;  "&gt;Loro sicuramente non stanno provando le mie stesse sensazioni, anche se sembra che abbiano più paura di quanta possa provarne io. Di sicuro hanno molta fretta, l’obiettivo è arraffare il più che possono nel minor tempo possibile, e per farlo ogni secondo è prezioso. Anche se avessero pianificato al dettaglio, credo sappiano molto bene che le variabili sono troppe per poterle mettere tutte in conto.  La pistola non può nulla contro qualcosa che va storto, ma, purtroppo, sembra proprio che a loro oggi vada tutto per il verso giusto. Chissà, magari non hanno neppure abbozzato un piano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0.1pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.1pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 1em; padding-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0.1pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.1pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 1em; padding-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.5em;  "&gt;Sono le 23:40, Franco è andato via da qualche minuto. Erano sicuramente appostati fuori aspettando che uscisse. Una persona in meno da controllare. Alessio si è appena cambiato, ha salutato e sta per raggiungere l’uscita sul retro. Se li trova davanti proprio a pochi passi dalla porta, lo obbligano a tornare indietro e gli impongono di buttarsi a terra. Ora è prono sul pavimento mentre Andrea, il più distante dalla scena, è di spalle; imperterrito continua a lavare stoviglie, come se non sentisse, come se niente succedesse. Per un istante ho pensato stesse pianificando qualcosa, ma neanche il tempo di elaborare questo pensiero che non lo vedo più, sparisce nel nulla, allertando immediatamente uno dei due rapinatori che comincia a urlare come un forsennato “DOV’è L’ALTRO?”. Si distrae persino dall’obiettivo principale, la cassa, per capire quale diavoleria ci fosse dietro una sparizione così istantanea, giacché da quella posizione l’unica via d’uscita verso l’esterno era lo scarico del lavandino. Nemmeno superman sarebbe riuscito a fare meglio. Andrea non aveva nessun piano se non quello di salvarsi, giustamente, la pelle. Un anfratto nel sottobanco l’ha attirato come una gigantesca calamita attira un scheggia di ferro.  Con la stessa intensità di un bambino che gioca a nascondino, lì sotto prega che non lo trovi nessuno. Anch’io spero che non lo trovino. Andrea è un folle, non mi sorprenderei se uscisse di corsa urlando “Chiesa, salvo tutti!!!”. Lo è, ma non a tal punto.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0.1pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.1pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 1em; padding-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.5em;  "&gt;Sono in due, completamente coperti da indumenti scuri, dalla testa ai piedi. Dai piccolissimi fori sul cappuccio sono visibili solo gli occhi. Ci sanno fare, o perlomeno non è la prima volta che lo fanno. Uno è alto e snello, ha un modo di muoversi molto particolare, inconfondibile, riceve gli ordini ma li esegue troppo lentamente, sembra impacciato; ho l’impressione che abbia paura d’essere riconosciuto. L’altro è alto e robusto, con la pancia pronunciata; parla solo lui, nessuna inflessione dialettale che possa far capire la provenienza geografica. Ha la pistola in mano e impartisce gli ordini che, puntualmente, esegue da solo.  Mi ha colto alla sprovvista, arrivando alle mie spalle con passo velocissimo, non permettendomi di contestualizzare nell’immediato ciò che stava accadendo e di conseguenza azzerando tutte le possibilità di reazione. "BUTTATI A TERRA, TI FACCIO UN BUCO IN TESTA, TI AMMAZZO!". La pistola poggiata sulla nuca fa un certo effetto. Il dito è sul grilletto; tengo le mani in vista e mi muovo lentamente, esattamente dove lui vuole che vada. Basta una mossa sbagliata per far partire un colpo. Sempre che sia una pistola vera, ma non è forse il momento adatto per scoprirlo, preferisco tenermi il dubbio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0.1pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.1pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 1em; padding-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0.1pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.1pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 1em; padding-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.5em;  "&gt;Mi muovo lentamente e faccio quasi tutto ciò che mi viene chiesto, ma non mi butto a terra e non la smetto di guardarlo negli occhi: “TI HO DETTO DI NON GUARDARMI, BUTTATI A TERRA, TI BUCO LA TESTA!” . Non mi piego a quel volere nonostante la pressione della pistola, ora poggiata con forza tra il pomo d’adamo e lo sterno, mi spinga sempre di più verso il basso. Non sento nemmeno il dolore. E’ impressionante quanto cambi la percezione del dolore in determinate situazioni. Non ubbidisco, ma senza rendermene conto, involontariamente, come se inconsciamente tentassi di mantenere un briciolo di controllo su una situazione che non ha assolutamente più niente sotto il mio controllo. Diavolo! Eppure tutto si sta svolgendo nel mio territorio, nel luogo dove vivo buona parte delle mie giornate. Sembra non finire più, la lancetta dei secondi si muove come se segnasse le ore, mentre al di fuori della frattura spazio temporale in cui sono precipitato la vita prosegue regolarmente. Stranamente nel locale non entra più nessuno, eppure fuori ci sono oltre cinquanta clienti che non si accorgono di nulla; persino i telefoni sul banco, che solitamente trillano sino e oltre mezzanotte, hanno smesso di squillare. Mi sento solo. Sono solo e in un tentativo disperato di uscire da quella gabbia invisibile mi chiedo cosa posso fare, ma la risposta è attinente allo svolgimento della situazione e mi viene in mente nel momento stesso in cui ho formulato la domanda, anzi forse ancora prima: “Non posso e non devo fare assolutamente niente se non stare tranquillo, tutto volge a termine, a breve questa brutta storia sarà finita”. Sta rapidamente scemando anche l'idea di un’ipotetica reazione, mi sto tristemente rassegnando al fatto di non poter fare niente. Lì guardo ancora una volta negli occhi prima di abbassare definitivamente il capo. Credo che abbiano percepito la mia rassegnazione.  Mi rendo conto che in questo modo sto permettendo loro di fare tutto ciò che vogliono. Continuano, però, a tenermi sempre a debita distanza dalla mia postazione, in una posizione senza nessun appoggio, senza nessun appiglio. Così facendo non mi permettono di ritrovare il punto di riferimento, psicologico più che materiale, che ho perso dal momento in cui sono arrivati, ma questo loro non lo sanno, è un pensiero troppo fine per due individui che hanno tristemente fallito nella vita sociale. Sanno solo che è rischioso farmi avvicinare al mio piano di lavoro, nasconde troppe insidie, potrei, con una sola mossa, accedere a un allarme o afferrare un’arma, hanno paura di questo, anche perché con quei piccoli buchi nei passamontagna la visuale è minima.   &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0.1pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.1pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 1em; padding-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0.1pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.1pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 1em; padding-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.5em;  "&gt;Finiti gli interminabili preliminari, ora si passa al sodo: “COME SI APRE LA CASSA!”. Cerco di avvicinarmi per esaudire il loro desiderio, ma mi ritrovo la pistola puntata tra gli occhi e con violenza vengo strattonato per ritornare al mio posto “STAI FERMO, NON MUOVERTI” e rivolgendosi ad Alessio “VIENI TU, APRILA TU”.  L’idea che si stesse chiamando in causa qualcun altro mi spinge a una reazione improvvisa e determinata, anch’io ora alzo la voce:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0.1pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.1pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 1em; padding-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;“&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.5em;  "&gt;POSSO APRIRLA SOLO IO!”  “LASCIATELO STARE. ALESSIO, STAI FERMO DOVE SEI”  Senza aspettare il loro consenso m’inginocchio per accedere al tasto nascosto di apertura manuale, con i loro occhi puntati addosso come fossero sensori e detonatori allo stesso tempo. Infilo la mano sotto la cassa, ora ho il coltello vicinissimo, a un solo centimetro dalle dita, una frazione di secondo per decidere, chiudo gli occhi, ma continuo a vedere come se fossero aperti. La rassegnazione e la paura prevalgono: apro il cassetto, mi sollevo in piedi, lentamente ritorno al mio posto rassegnato. Assisto, come uno spettatore che guarda un film drammatico, impotente e impietrito, allo scempio: iene che si avventano sulla carcassa di un animale morto strappando, tirando a sè il più che possono prima di essere scoperte. Aprono una busta della spazzatura di plastica nera e ci rovesciano dentro tutto il contenuto del cassetto, sono agitati. Gli batte forte il cuore, lo sento. Hanno trovato un tesoro, molto di più di quello che si aspettavano. La fortuna è con loro: capita rarissimamente – una, al massimo due volte l’anno - di avere tutta quella liquidità in cassa; per una serie di coincidenze oggi c’è. Non lascio mai più di duecento euro. Non ho avuto materialmente il tempo per….., ma cosa sto a giustificarmi, ho sbagliato e non merito attenuanti! D’altronde, nel gioco delle parti, la fortuna di uno è spesso l'inevitabile conseguenza di un errore dell’altro. Portano via tutto: le banconote, i buoni pasto e le monete più piccole. Dalla fretta buttano dentro la busta anche il portamonete di plastica. E’ assurdo che tutto succeda sotto i miei occhi. Sta finendo l’incubo, ora andranno via, ma la mia mente, senza che gliene faccia esplicita richiesta, elabora già il piano di contrattacco. C’è il momento giusto per ogni cosa. Che la buona sorte abbia deciso di stare dalla loro parte lo devo accettare, ma sino a un certo punto. Il mondo è dominato dal caso, ma io ho il potere, così come lo hanno avuto loro sino ad ora, di non lasciare che le cose vadano nella direzione in cui stanno andando, nella direzione in cui loro hanno deciso. La rassegnazione si sta trasformando in riscossa, la paura in rabbia. Chiudo forte i pugni e stringo i denti: devo solo aspettare che mi voltino le spalle, prendere al volo le chiavi della macchina, il cellulare e lanciarmi all’inseguimento. In quei pochi istanti individuo mentalmente le posizioni di tutto ciò che mi servirà, visualizzo il parcheggio della macchina e determino tutte le probabili vie di fuga e le varie possibilità di inseguimento. Penso anche all’eventualità di trovarmeli davanti alla macchina mentre scappano e sono consapevole che il sentimento di disprezzo che sto provando ora non lascerebbe lo spazio a nessuna pietà. Ma forse è ancora troppo presto per pianificare, non è ancora finito, manca la sorpresa finale. Non paghi della razzia, afferrano con mani ingorde il telefono palmare accanto alla cassa e poi, strappando con violenza i fili, il pc portatile. Un’ultima richiesta prima di andare via, come se mi avessero letto nel pensiero: “DAMMI LE CHIAVI DELLA MACCHINA”.  Con la coda dell’occhio guardo verso il muro, dove sono appese tutte le chiavi, ci sono di tutt’e tre le autovetture. Allungo la mano, prendo quelle meno utili e spero che non si accorgano delle altre due. Non si accorgono, è fatta! Hanno lasciato le chiavi giuste e non si sono accorti dell’altro telefono cellulare. Io sono pronto, sento il mio cuore palpitare, scalpitare. Intravedo la luce, sto finalmente uscendo dal tunnel.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0.1pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.1pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 1em; padding-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0.1pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.1pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 1em; padding-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.5em;  "&gt;La mia sensazione iniziale non era errata, ci sanno fare. Sanno benissimo cosa stanno facendo e soprattutto come lo devono fare. Sanno perfettamente che sarebbe una leggerezza imperdonabile voltare le spalle a colui cui hanno appena perpetrato un abuso: mi colpiscono improvvisamente, violentemente al viso, facendomi perdere i sensi. Stramazzo al suolo come uno straccio zuppo d’acqua.  Resto a terra, non so per quanto tempo, non ricordo niente. Il nulla più assoluto è padrone del mio corpo e della mia anima. Sì, proprio il nulla. Se il colpo fosse stato mortale, non avrei avuto il tempo di rivolgere il mio ultimo pensiero alle persone che amo, mi sarei spento esattamente come si spegne un elettrodomestico che non funzionerà mai più. La morte mi prenda come vuole, anche se preferirei che avvenisse essendone consapevole. Con la faccia bagnata mi risveglio, circondato da mani che si agitano; visi deformati che si allontanano e avvicinano; occhi spalancati, spaventati; voci che chiamano un nome, il mio, come se stessero cercando di afferrare qualcuno per non farlo andare via. Mi parlano, mi fanno domande incomprensibili, sono confuso. Rinsavisco in brevissimo tempo e cerco di tranquillizzare le persone accorse, ma fingo, mi sento sprofondare nelle sabbie del risentimento, in un luogo buio e infido, irto di cocci di vetro che dilaniano l’animo.&lt;o:p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0.1pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.1pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 1em; padding-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.5em;  "&gt;&lt;o:p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0.1pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.1pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 1em; padding-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.5em;  "&gt;Piango un pianto di liberazione. In corpo sento rabbia e dolore, frustrazione e sconforto, sconfitta e afflizione. Sono seduto in un angolo, non so nemmeno dove. C’è qualcuno accanto a me ora, sento respiri, mani poggiate sulle spalle, voci dolci e di conforto, carezze sul viso e infine abbracci, ne avevo disperato bisogno. Questi i primi segni di un’enorme valanga d’affetto che mi ha improvvisamente sommerso senza lasciarmi il tempo di pensare, aiutandomi a cancellare tutto il male subito e, soprattutto, l’idea arrendevole di chiudere l’attività e costruirmi un altro lavoro, più sicuro e meno impegnativo.&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0.1pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.1pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 1em; padding-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;o:p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0.1pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.1pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 1em; padding-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.5em;  "&gt;&lt;o:p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0.1pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.1pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 1em; padding-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.5em;  "&gt;Il mio cruccio è di aver permesso che accadesse tutto questo, in questo modo, abbassando la guardia nonostante abbia subito una decina di atti delittuosi e vili; di essermi cullato sul fatto che ormai da tre anni non succedevano più sinistri simili; di essermi sentito protetto da una sicurezza relativa, quella di avere sempre tante persone attorno. Queste disattenzioni ci hanno reso facile bersaglio di persone miserabili e senza scrupoli. Mi sento l’unico responsabile, non posso più commettere errori simili, mettendo a repentaglio anche la sicurezza altrui. Ci sono responsabilità dalle quali non ci si può sottrarre; scansandole o affrontandole con leggerezza porterebbero a conseguenze irreversibili, un prezzo troppo alto da pagare per chi lavora con onestà e rispetto delle regole.&lt;o:p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0.1pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.1pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 1em; padding-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.5em;  "&gt;&lt;o:p style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; "&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0.1pt; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.1pt; margin-left: 0cm; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 1em; padding-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;&lt;span style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; line-height: 1.5em; "&gt;Io vado avanti per la mia strada, come il cuore suggerisce, perché ho da prendermi cura di tante persone, dei miei clienti che sento come figli, amici, fratelli e genitori. Non sono e non voglio diventare economicamente ricco, è questa l'unica mia ricchezza, che nessun delinquente al mondo potrà mai portarmi via. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2666780527862288285-1261085003865611829?l=mamopizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://mamopizza.blogspot.com/2011/08/cronaca-di-una-rapina-annunciata.html</link><author>noreply@blogger.com (mimmo)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2666780527862288285.post-6493348771408102770</guid><pubDate>Mon, 01 Aug 2011 12:07:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-08-01T05:10:24.094-07:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>"Pizze del mese"</category><title>Le Pizze di Agosto 2011</title><description>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.mamopizza.it/newsletter/2011/agosto/0811loc.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 410px; height: 580px;" src="http://www.mamopizza.it/newsletter/2011/agosto/0811loc.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2666780527862288285-6493348771408102770?l=mamopizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://mamopizza.blogspot.com/2011/08/le-pizze-di-agosto-2011.html</link><author>noreply@blogger.com (mimmo)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2666780527862288285.post-1018619199708375026</guid><pubDate>Sat, 02 Jul 2011 08:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-07-02T01:53:12.023-07:00</atom:updated><title>Le Pizze di Luglio 2011</title><description>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.mamopizza.it/newsletter/2011/luglio/0711loc.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 410px; height: 580px;" src="http://www.mamopizza.it/newsletter/2011/luglio/0711loc.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2666780527862288285-1018619199708375026?l=mamopizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://mamopizza.blogspot.com/2011/07/le-pizze-di-luglio-2011.html</link><author>noreply@blogger.com (mimmo)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2666780527862288285.post-4292852039185124755</guid><pubDate>Wed, 04 May 2011 08:47:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-07-02T01:51:18.467-07:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>"Pizze del mese"</category><title>Le Pizze di Maggio 2011</title><description>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.mamopizza.it/newsletter/2011/maggio/0511loc.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 410px; height: 580px;" src="http://www.mamopizza.it/newsletter/2011/maggio/0511loc.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2666780527862288285-4292852039185124755?l=mamopizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://mamopizza.blogspot.com/2011/05/le-pizze-di-maggio-2011.html</link><author>noreply@blogger.com (mimmo)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2666780527862288285.post-5609714507907088528</guid><pubDate>Sat, 02 Apr 2011 09:01:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-07-02T01:47:16.671-07:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>"Pizze del mese"</category><title>Le Pizze di Aprile 2011</title><description>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.mamopizza.it/newsletter/2011/aprile/0411loc.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 410px; height: 580px;" src="http://www.mamopizza.it/newsletter/2011/aprile/0411loc.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2666780527862288285-5609714507907088528?l=mamopizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://mamopizza.blogspot.com/2011/04/le-pizze-di-aprile-2011.html</link><author>noreply@blogger.com (mimmo)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2666780527862288285.post-4638152881566399095</guid><pubDate>Wed, 02 Mar 2011 09:41:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-07-02T01:43:30.015-07:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>"Pizze del mese"</category><title>Le Pizze di marzo 2011</title><description>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.mamopizza.it/newsletter/2011/marzo/0311loc.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 410px; height: 580px;" src="http://www.mamopizza.it/newsletter/2011/marzo/0311loc.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2666780527862288285-4638152881566399095?l=mamopizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://mamopizza.blogspot.com/2011/03/le-pizze-di-marzo-2011.html</link><author>noreply@blogger.com (mimmo)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2666780527862288285.post-3603120059488847671</guid><pubDate>Mon, 31 Jan 2011 15:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-01-31T07:28:07.328-08:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>"Pizze del mese"</category><title>Le Pizze di Febbraio 2011</title><description>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.mamopizza.it/newsletter/2011/febbraio/0211loc.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 410px; height: 580px;" src="http://www.mamopizza.it/newsletter/2011/febbraio/0211loc.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2666780527862288285-3603120059488847671?l=mamopizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://mamopizza.blogspot.com/2011/01/le-pizze-di-febbraio-2011.html</link><author>noreply@blogger.com (mimmo)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2666780527862288285.post-1945033113303049429</guid><pubDate>Sat, 01 Jan 2011 15:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-01-31T07:28:44.981-08:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>"Pizze del mese"</category><title>Le Pizze di Gennaio 2011</title><description>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.mamopizza.it/newsletter/2011/gennaio/0111loc.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 410px; height: 580px;" src="http://www.mamopizza.it/newsletter//2011/gennaio/0111loc.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2666780527862288285-1945033113303049429?l=mamopizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://mamopizza.blogspot.com/2011/01/le-pizze-di-gennaio-2011.html</link><author>noreply@blogger.com (mimmo)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2666780527862288285.post-1109592730667841836</guid><pubDate>Wed, 01 Dec 2010 17:02:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-01-31T07:29:03.526-08:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>"Pizze del mese"</category><title>Le Pizze di Dicembre 2010</title><description>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.mamopizza.it/newsletter/2010/dicembre/1210loc.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 410px; height: 580px;" src="http://www.mamopizza.it/newsletter/2010/dicembre/1210loc.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2666780527862288285-1109592730667841836?l=mamopizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://mamopizza.blogspot.com/2010/10/le-pizze-di-ottobre.html</link><author>noreply@blogger.com (mimmo)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2666780527862288285.post-8748891229947211787</guid><pubDate>Tue, 02 Nov 2010 09:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-01-31T07:30:22.523-08:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>"Pizze del mese"</category><title>Le Pizze di Novembre 2010</title><description>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.mamopizza.it/newsletter/2010/novembre/1110loc.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 410px; height: 580px;" src="http://www.mamopizza.it/newsletter/2010/novembre/1110loc.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2666780527862288285-8748891229947211787?l=mamopizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://mamopizza.blogspot.com/2010/11/le-pizze-di-novembre-2010.html</link><author>noreply@blogger.com (mimmo)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2666780527862288285.post-8462066314858580400</guid><pubDate>Sat, 02 Oct 2010 09:12:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-01-31T07:30:36.786-08:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>"Pizze del mese"</category><title>Le Pizze di Ottobre 2010</title><description>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.mamopizza.it/newsletter/2010/ottobre/1010loc.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 410px; height: 580px;" src="http://www.mamopizza.it/newsletter/2010/ottobre/1010loc.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2666780527862288285-8462066314858580400?l=mamopizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://mamopizza.blogspot.com/2010/10/salva-adesso.html</link><author>noreply@blogger.com (mimmo)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2666780527862288285.post-1531123587766056380</guid><pubDate>Mon, 06 Sep 2010 15:26:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-01-31T07:30:52.565-08:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>"Pizze del mese"</category><title>Le Pizze di Settembre 2010</title><description>&lt;div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.mamopizza.it/newsletter/2010/settembre/0910loc.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 410px; height: 580px;" src="http://www.mamopizza.it/newsletter/2010/settembre/0910loc.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2666780527862288285-1531123587766056380?l=mamopizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://mamopizza.blogspot.com/2010/09/le-pizze-di-settembre.html</link><author>noreply@blogger.com (mimmo)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2666780527862288285.post-1132497370762547936</guid><pubDate>Wed, 04 Aug 2010 20:29:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-01-31T07:31:05.919-08:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>"Pizze del mese"</category><title>Le Pizze di Agosto 2010</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.mamopizza.it/newsletter/2010/agosto/0810loc.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 410px; height: 580px;" src="http://www.mamopizza.it/newsletter/2010/agosto/0810loc.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2666780527862288285-1132497370762547936?l=mamopizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://mamopizza.blogspot.com/2010/08/le-pizze-di-agosto-2010.html</link><author>noreply@blogger.com (mimmo)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2666780527862288285.post-9218355901783221152</guid><pubDate>Fri, 02 Jul 2010 08:43:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-11-27T00:48:15.804-08:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>"Pizze del mese"</category><title>Le Pizze di Luglio 2010</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.mamopizza.it/newsletter/2010/luglio/0710loc.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 410px; height: 580px;" src="http://www.mamopizza.it/newsletter/2010/luglio/0710loc.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2666780527862288285-9218355901783221152?l=mamopizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://mamopizza.blogspot.com/2010/07/le-pizze-di-luglio-2010.html</link><author>noreply@blogger.com (mimmo)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2666780527862288285.post-4478821240322693369</guid><pubDate>Sun, 02 May 2010 10:28:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-12-02T03:29:06.855-08:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>"Pizze del mese"</category><title>Le Pizze di Maggio 2010</title><description>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.mamopizza.it/newsletter/2010/maggio/0510loc.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 410px; height: 580px;" src="http://www.mamopizza.it/newsletter/2010/maggio/0510loc.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;ajavascript:void(0) href="javascript:void(0)"&gt;Salva adesso&lt;/ajavascript:void(0)&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2666780527862288285-4478821240322693369?l=mamopizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://mamopizza.blogspot.com/2010/05/le-pizze-di-maggio-2010.html</link><author>noreply@blogger.com (mimmo)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2666780527862288285.post-8756768400119314269</guid><pubDate>Fri, 02 Apr 2010 10:27:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-12-02T03:27:58.442-08:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>"Pizze del mese"</category><title>Le Pizze di Aprile 2010</title><description>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.mamopizza.it/newsletter/2010/aprile/0410loc.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 410px; height: 580px;" src="http://www.mamopizza.it/newsletter/2010/aprile/0410loc.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;ajavascript:void(0) href="javascript:void(0)"&gt;Salva adesso&lt;/ajavascript:void(0)&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2666780527862288285-8756768400119314269?l=mamopizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://mamopizza.blogspot.com/2010/04/le-pizze-di-aprile-2010.html</link><author>noreply@blogger.com (mimmo)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2666780527862288285.post-2409625400479247364</guid><pubDate>Tue, 02 Mar 2010 11:26:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-12-02T03:27:12.573-08:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>"Pizze del mese"</category><title>Le Pizze di Marzo 2010</title><description>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.mamopizza.it/newsletter/2010/marzo/0310loc.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 410px; height: 580px;" src="http://www.mamopizza.it/newsletter/2010/marzo/0310loc.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;ajavascript:void(0) href="javascript:void(0)"&gt;Salva adesso&lt;/ajavascript:void(0)&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2666780527862288285-2409625400479247364?l=mamopizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://mamopizza.blogspot.com/2010/03/le-pizze-di-marzo-2010.html</link><author>noreply@blogger.com (mimmo)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2666780527862288285.post-3474073855648893</guid><pubDate>Wed, 10 Feb 2010 09:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-03-09T03:50:36.797-08:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>"i coriandoli dei miei pensieri"</category><title>Gli spiritelli della mia infanzia</title><description>&lt;p&gt;&lt;i&gt;&lt;em&gt;"il male non è soltanto di chi lo fa: è anche di chi, potendo impedire che lo si faccia, non lo impedisce&lt;/em&gt;&lt;em&gt;"  &lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/i&gt;Tucidide&lt;/p&gt;             &lt;p&gt;La piazza principale del paese era, nel mio ricordo di bambino, immensa, si poggiava ai piedi del Monte Linas e la vedevo sempre come un lago sul quale affluivano piccole e grandi strade. Io ero lì assieme a Giuseppe, aspettavamo un altro amico per la consueta uscita pomeridiana. Non avevamo un orario o un punto preciso dove incontrarci, eppure, anche senza l'ausilio della tecnologia, ci trovavamo lo stesso. Antonello approfittava sempre di noi e anche quella volta, come suo solito, era spaventosamente in ritardo. Decidemmo allora di attenderlo in un punto più strategico, più comodo, con una visuale più diretta verso la zona da cui sarebbe dovuto arrivare. Ci poggiammo sul bordo della serranda abbassata dell'edicola, a quell'ora ancora chiusa,  a parlare non so di cosa. Mi sono sempre chiesto quali fossero i miei pensieri, i miei argomenti, i miei ragionamenti a dieci anni. Trascorsi pochi minuti, un' ombra improvvisa e fulminea interruppe la carezza dei tiepidi raggi solari che rendevano cosi piacevole quel pomeriggio: non era una nuvola carica d'acqua e di elettricità, ma qualcosa di più minaccioso. Qualcuno ci afferrò con forza per le orecchie, quasi sollevandoci. Sorpresi e terrorizzati dall'improvvisa e inaudita violenza, restammo pietrificati dando la possibilità all'aggressore di spostare la sua presa sui polsi, che sembrava volesse spezzare. La visuale della piazza si restrinse, nell'arco di una frazione di secondo, a uno spazio indefinitamente piccolo, poco più di un metro cubo di terra e aria su cui si poggiavano e muovevano i  corpi di tre esseri disperati. Tutto il resto, intorno a me, sparì nel buio più totale, si azzerarono i rumori e gli odori; era come se non esistesse più nulla, più nessuno: il mondo si era fermato. Sollevai gli occhi, probabilmente pieni di lacrime, lentamente, come se, aspettando un colpo finale, volessi implorare clemenza guardando in faccia l'aggressore. Ma le grosse mani continuarono a stringere i polsi, e la violenza aumentò, facendosi anche verbale: "Stavate cercando di aprire le serrande dell'edicola, vi ho colto con le mani nel sacco. Chiamo subito un vigile, vi faccio portare in caserma, passerete la vita in galera!".  Un colpo letale sarebbe stata una violenza più indulgente, meno dolorosa. Improvvisamente il forte caldo del polso si attenuò, sentii mollare la presa e la grossa mano mi colpì in pieno volto con una mossa troppo veloce per i miei riflessi confusi. Caddi a terra stordito. Camminai carponi su pietre e cocci per qualche metro, accecato dalla paura, ferendomi mani e ginocchia. Scappai, noncurante della sorte del mio amico, verso casa, senza poi ricordare nulla del tragitto percorso: due chilometri di discesa che attraversava il paese. Corsi, come inseguito da belve feroci, con il cuore in gola, passando di fianco ai luoghi che ogni giorno attiravano la mia attenzione; luoghi misteriosi che destavano, alcuni paure, altri curiosità. Costeggiare il cimitero, quel giorno, sicuramente non mi fece alcun effetto. Solo di fronte a un pericolo concreto e reale ci accorgiamo di quanto siano insussistenti alcune paure della nostra mente. Mi ritrovai a casa senza sapere come. Non vidi nessuno di conosciuto, forse corsi troppo veloce.  Entrai in casa di soppiatto, attento a non farmi notare e solo quando fui dentro la stanza mi sentii al sicuro, protetto da sguardi e domande. Mi rannicchiai in un angolo e piansi in silenzio; un pianto di rabbia e impotenza, di dolore e paura, un pianto senza fine che restò, per mia scelta, senza consolazione umana. Non raccontai niente a nessuno, la vergogna mi assaliva al solo pensiero e giustificai le ferite come causa di una caduta in corsa: è questo il disgustoso meccanismo che permette ad abusi e soprusi di restare nascosti e impuniti agevolandone la reiterazione.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;La nostra casa, alla periferia del paese, situata  allora nella linea di confine con  la campagna, la notte sembrava attirasse suoni misteriosi; mio padre cercava di tranquillizzarmi dicendomi che erano solamente lamenti di animali e voci umane trascinate dal vento e amplificati dall'aria fresca e pulita che scivolava a valle dalla vicina montagna, ma io sapevo che in realtà quei lamenti sinistri appartenevano agli spiriti notturni che vagavano al calare delle tenebre.  In quel periodo la notte per me fu croce e delizia: adoravo le stelle, erano sempre straordinariamente luminose, ci trascorrevo delle ore ad osservarle, a volte allungavo la mia piccola mano convinto che riuscissi a toccarle. In casa tutti  pensavano che fossi il più coraggioso, ed ero l'unico che riuscisse, quando serviva qualche provvista, a scendere la notte in cantina senza nessuna paura. Così tutti credevano, in realtà volevo solo dimostrare a mio padre quanto fossi forte, ancora di più di fronte al rifiuto di un fratello maggiore terrorizzato. Cercavo sempre e in tutti i modi di nascondere la mia debolezza, la mia fragilità. Ero irresistibilmente attratto e al tempo stesso terrorizzato dagli spiriti della notte. Eppure  un giorno, così come successe con “Selvatik”, un gatto selvatico della campagna vicina che nessuno credeva riuscissi a farmi amico, gli spiritelli della notte, figli degli spiriti cattivi, si avvicinarono a me. Per Selvatik  ricordo che ci vollero diversi mesi solo per farlo scendere dal muro dove sempre più frequentemente si affacciava a curiosare ogni mio spostamento. Mio padre mi diceva di lasciar perdere, era un gatto inavvicinabile e sarebbe stato più giusto che stesse nel suo habitat, ma io restavo interi pomeriggi  seduto sul cortile con qualcosa da mangiare in mano. Giorno dopo giorno conquistavo qualche centimetro, riducendo sempre di più la distanza che mi separava da lui e la diffidenza che lo separava da me. Succedeva spesso che dovessi ricominciare tutto daccapo perché un piccolo rumore improvviso lo allontanava di parecchi metri, ma i nostri esseri erano oramai destinati ad avvicinarsi e a vivere quello scorcio di vita  insieme avendo bisogno l'uno dell'altro. Non ci fu gioia più grande del giorno in cui si avvicinò, odorò il cibo ma non lo mangiò. Non mi permise da subito di toccarlo e non perse mai del tutto la diffidenza intrinseca al suo essere: si avvicinava  solo quando ero solo, altrimenti restava ad osservarmi da lontano, sopra il muro alto alcuni metri che separava il mio cortile dal suo mondo. Successe la stessa cosa con gli spiritelli, ogni notte si fermavano a curiosare da oltre il muro. Sembrava che fossero affascinati da me, così come io lo fui da loro. Capita così anche tra esseri umani, ci sono persone che ci attirano, che ci incuriosiscono; a volte veniamo attratti in modo inspiegabile, come se riuscissimo a percepire la loro aura, a volte più semplicemente veniamo conquistati dal loro aspetto, dai loro modi di fare. Chissà dove risiede quella forza misteriosa che attrae due esseri come calamita.&lt;br /&gt;La mia offerta per gli spiritelli non fu il cibo, ma le parole; iniziai raccontando a voce alta le mie storie da bambino che scrivevo nei quaderni di scuola; leggevo talmente assorto che da un giorno all'altro li ritrovai in cerchio intorno a me e, da allora,  non ci fu notte, eccetto quando pioveva o tirava vento, che passai senza la loro compagnia.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;Quel giorno aspettai con ansia l'oscurità della notte, con la rabbia che mi faceva ribollire il sangue. Fremevo nell'attesa...................eccola, finalmente, la tanto agognata notte, dove tutto si trasforma, dove buio e silenzio assumono un enorme potere, dove pensieri e fantasia non hanno limiti: sfondano le pareti limitatorie e scappano, corrono via, espandendosi in ogni direzione senza fare del male a nessuno. Ma per me non era così, io volevo fare male a qualcuno, ogni volta che subivo o assistevo ad un abuso aspettavo quel momento per concretizzare la mia vendetta, contro chiunque  perpetuasse violenza su esseri indifesi. A quell'epoca non leggevo ancora i fumetti che raccontavano le gesta eroiche dei paladini della giustizia, per vendicarmi, calandomi, con la fantasia, nei loro panni.  Era giunta l'ora, e la rabbia accumulata aveva raggiunto il massimo livello, spinta in alto dall'insofferenza per non essere riuscito a reagire. Non sopportavo di essere rimasto inerme, in balia di un bruto, di un ossesso posseduto da chissà quale demone.  Mi coricai nel mio letto, mi misi scrupolosamente in posizione: supino, come se fossi morto. Spalancai gli occhi per non correre il rischio d'esser rapito dal sonno, fissai un punto fermo sul soffitto e chiamai a raccolta i miei amici spiritelli. Non impiegarono tanto ad arrivare, entrarono in tutta tranquillità, senza fare rumore, timidamente, nonostante fossero immortali e infinitamente potenti. La stanza era buia, forse leggermente illuminata  da una frazione di luna. Si posizionarono in cerchio intorno al mio letto.  Io riuscivo,  in una sorta di percezione extrasensoriale, ad essere  tra loro con il mio spirito che, sollevandosi solo con il busto, senza mai staccarsi totalmente dal corpo, si sedeva al centro dell'incontro e trasmetteva, senza proferire parola, le immagini dell'accaduto. Alla fine, uno dopo l'altro, gli spiritelli si  accomiatavano, in maniera ordinata, attraversando il mio corpo come se volessero vivere più profondamente il dramma, come se volessero raccogliere informazioni più dettagliate. Il mio spirito ricadeva lentamente all'indietro sino a rientrare totalmente all'interno del corpo e mi addormentavo istantaneamente in un sonno profondo, consolatorio e liberatorio.&lt;br /&gt;Il giorno dopo mi svegliavo già con la curiosità di sapere cosa fosse successo, non vedevo l'ora di verificarne il risultato. A scuola non pensavo ad altro; suonata la campanella correvo a casa, pranzavo velocissimo e risalivo verso la piazza. Restai ancora una volta sorpreso. La mia ingenuità non prendeva nemmeno in considerazione che si potesse trattare di una semplice coincidenza: l'edicola era chiusa e restò con le serrande abbassate per ben quattro giorni. Non mi era dato sapere in cosa consistesse l'azione punitiva, ma forse nemmeno mi interessava, oltretutto ero troppo piccolo per cercare di scoprire cosa fosse realmente successo,  indagando sulla vita privata altrui. Andai via, mi immagino con le mani nelle tasche, lasciandomi dietro, come un pistolero ferito che vince un duello dopo esser stato colpito con l'inganno, la scena dell'accaduto.&lt;br /&gt;Credo comunque che mi consolasse sapere, ogni volta che i miei occhi assistevano ad un abuso, che ci fosse qualcuno in grado di dare una lezione agli aggressori, vendicando chi non poteva difendersi:  piccoli esseri che approcciano alla vita con ingenuità,  inconsapevoli delle insidie e dei pericoli che provengono proprio da coloro che vedono, guardandoli con la testa all'insù, dal basso verso l'alto, come i garanti della  loro sicurezza capaci di dispensare amore infinito e protezione assoluta.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;Gli unici ricordi nitidi e ricorrenti della mia infanzia sono legati ad abusi e soprusi a cui ho assistito impotente, direttamente e indirettamente, in tutti i contesti sociali: nelle strade, nelle scuole, nelle palestre, negli oratori, nelle case. Non sopportavo gli atti di bullismo tra coetanei, questa  sorta di prevaricazione violenta mi risultava estranea, inumana e incomprensibile, ma erano per me ancora più assurde, insopportabili ed innaturali, le violenze fisiche e psicologiche di genitori verso i propri figli, o di insegnanti sui loro alunni; erano ancora oscuri, per me,  i meccanismi che  portavano questi adulti a comportamenti bestiali. E questo “non capire” mi costringeva a provare odio e ostilità nei loro confronti. Solo qualche anno dopo fui assalito dall'idea che quelle persone rappresentavano gli anelli di una catena senza fine, in cui vittime e aggressori sono legati da un destino comune: essere prima vittime degli aggressori per  poi diventare a loro volta aggressori di nuove vittime, poiché subire violenza spesso porta a commettere violenza. Ma non sempre va così, ci sono epiloghi ancora più tragici: a volte quella catena si spezza improvvisamente, senza avvisaglia. Non tutti riescono a sopportare il peso di quelle macchie indelebili stampate sull'animo. Ho sempre nel cuore un mio caro amico d'infanzia che iniziò a riversare le terribili violenze subite in casa su piccoli animali che torturava e uccideva. Finì con il commettere lo stesso scempio su se stesso: dopo una vita di sofferenza mise fine alla propria, suicidandosi.&lt;br /&gt;La violenza su un essere vivente che non ha ancora sviluppato le proprie difese è devastante, come un virus sconosciuto che  subdolamente penetra all'interno del nostro corpo e attacca, trovando le difese impreparate e creando danni irreversibili. I bambini subiscono gli abusi senza urlare, ma quell'urlo inesploso riecheggia dentro per l'eternità, distruggendo alla base gli elementi fondamentali e fondanti per  una vita serena.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;Selvatik improvvisamente sparì, sapevo per certo che era stato catturato e mangiato dai vicini di casa: posizionavano sistematicamente  le trappole dentro il loro cortile. Mi sono sempre sentito in colpa, forse aveva ragione mio padre, sarebbe dovuto restare nel suo mondo selvatico e diffidente, lontano dagli esseri umani.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;Gli spiritelli della giustizia svanirono nel nulla pochi anni dopo, vennero lentamente riassorbiti dal buio della notte. Continuai comunque a sentire, sino a quando abitai in quella casa, i loro lamenti.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;I bambini di oggi, come quelli di allora, continuano a subire abusi, soprusi e maltrattamenti, nelle strade, nelle chiese, nelle case e nelle scuole, soffrono terribilmente tenendo la bocca chiusa. Non accorre nessuno in loro aiuto, perché nessun adulto sa più leggere nei loro occhi. Quando ci parlano, quando ci guardano, invece che  abbassare la testa, dovremmo provare ad inginocchiarci, un piccolo gesto che ci permetterebbe di fare un piccolo passo verso la loro dimensione e, magari, di capirli di più.  Sono sempre stato troppo occupato a vivere la mia vita che quasi non sapevo neppure cosa succedeva ai miei figli. Ora penso che sarebbe potuto accadere tutto senza che io mi accorgessi di niente.&lt;br /&gt;     &lt;br /&gt;Avevo fatto credere a Selvatik che il mondo umano fosse sicuro, gli avevo insegnato a fidarsi di me e di conseguenza di tutti i miei simili. Lo avevo, egoisticamente, inconsapevolmente illuso facendogli perdere la sua innata diffidenza e portandolo direttamente nella trappola mortale della cattiveria umana.&lt;br /&gt;         &lt;/p&gt;             Tucidide scriveva che  &lt;em&gt;&lt;i&gt;"&lt;/i&gt;&lt;/em&gt;&lt;i&gt;&lt;em&gt;il male non è soltanto di chi lo fa: è anche di chi, potendo impedire che lo si faccia, non lo impedisce&lt;/em&gt;&lt;em&gt;".  &lt;/em&gt;&lt;/i&gt;I bambini di oggi crescono e vivono in un mondo apparentemente sicuro, questo è quello che gli facciamo credere, non sospettano minimamente che le insidie più pericolose sono quelle che provengono dai loro simili.&lt;br /&gt;Ognuno di noi ha un importante responsabilità sociale, educativa e di controllo, che porti a spezzare definitivamente quella terribile concatenazione di abusi e soprusi che altrimenti non avrà fine.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2666780527862288285-3474073855648893?l=mamopizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://mamopizza.blogspot.com/2010/02/gli-spiritelli-della-mia-infanzia.html</link><author>noreply@blogger.com (mimmo)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2666780527862288285.post-5840454802288070186</guid><pubDate>Tue, 09 Feb 2010 22:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-11-27T00:48:00.642-08:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>"Pizze del mese"</category><title>Le Pizze di Febbraio 2010</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.mamopizza.it/newsletter/2010/febbraio/0210loc.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 410px; height: 580px;" src="http://www.mamopizza.it/newsletter/2010/febbraio/0210loc.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2666780527862288285-5840454802288070186?l=mamopizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://mamopizza.blogspot.com/2010/02/le-pizze-di-febbraio.html</link><author>noreply@blogger.com (mimmo)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2666780527862288285.post-522185907412043860</guid><pubDate>Tue, 12 Jan 2010 22:50:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-11-27T00:48:33.041-08:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>"Pizze del mese"</category><title>Le Pizze di Gennaio 2010</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.mamopizza.it/newsletter/2010/gennaio/0110loc.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 410px; height: 580px;" src="http://www.mamopizza.it/newsletter/2010/gennaio/0110loc.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2666780527862288285-522185907412043860?l=mamopizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://mamopizza.blogspot.com/2010/01/le-pizze-di-gennaio.html</link><author>noreply@blogger.com (mimmo)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2666780527862288285.post-3834303267840129103</guid><pubDate>Wed, 02 Dec 2009 11:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-12-02T03:31:30.541-08:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>"Pizze del mese"</category><title>Le Pizze di Dicembre 2009</title><description>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.mamopizza.it/newsletter/2009/dicembre/1209loc.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 410px; height: 580px;" src="http://www.mamopizza.it/newsletter/2009/dicembre/1209loc.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;ajavascript:void(0) href="javascript:void(0)"&gt;Salva adesso&lt;/ajavascript:void(0)&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2666780527862288285-3834303267840129103?l=mamopizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://mamopizza.blogspot.com/2009/12/le-pizze-di-dicembre-2009.html</link><author>noreply@blogger.com (mimmo)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2666780527862288285.post-240997214370589027</guid><pubDate>Sun, 08 Nov 2009 08:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2010-11-27T00:48:49.045-08:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>"Pizze del mese"</category><title>Le Pizze di Novembre 2009</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.mamopizza.it/newsletter/2009/novembre/1109loc.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 410px; height: 580px;" src="http://www.mamopizza.it/newsletter/2009/novembre/1109loc.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2666780527862288285-240997214370589027?l=mamopizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://mamopizza.blogspot.com/2009/11/le-pizze-di-novembre.html</link><author>noreply@blogger.com (mimmo)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2666780527862288285.post-4731523217619883261</guid><pubDate>Thu, 15 Oct 2009 18:51:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-21T02:36:41.222-07:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>"i coriandoli dei miei pensieri"</category><title>Piacer figlio d'affanno</title><description>"Pene tu spargi a larga mano; il duolo spontaneo sorge: e di piacer, quel tanto che per mostro e miracolo talvolta nasce d'affanno, è gran guadagno" G. Leopardi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Settembre se n'è andato e, come consuetudine, è arrivato ottobre. Io sono qua, a guardare il tempo che passa, e aspetto invano sensazioni che non proverò più. Nel mio paese manca qualcosa nell'aria, da molti anni a questa parte non sento più l'odore dell'Uva pigiata e del mosto, non vedo i cancelli dei cortili spalancati, pronti ad accogliere i piccoli automezzi stracarichi d'Uva. Per le strade nessuna scia di acini schiacciati, caduti durante il trasporto; ora, i grandi camion diretti alle cantine, non ne perdono neanche uno.&lt;br /&gt;Mi manca la vendemmia da respirare, in questo periodo l'aria ne era intrisa. Mi mancano gli odori intensi di quei giorni dai colori tenui di stagioni mischiate.&lt;br /&gt;La vendemmia non è più i bambini che corrono e giocano tra i filari, incuranti della presenza insistente di api, vespe, calabroni, forbicine e ragni mentre gli adulti, curvi sulle piante della vite, raccolgono i grappoli d'Uva. Non è più le sere di tavole imbandite di carne, di pane e formaggio in cui ci si ritrovava a scaricare la stanchezza della raccolta e la tensione di un intero anno ridendo, mangiando e bevendo sino allo stordimento.&lt;br /&gt;Questa vendemmia, poetica e passionale, non esiste quasi più; una candela accesa da secoli, ridotta oramai a lumicino. Eppure, almeno per gli interessati, per le persone coinvolte non è mai stata un gioco: pochi giorni di duro e intenso lavoro che chiamava a raccolta familiari e amici, a suggello di un anno intero di fatica, di attese e sacrifici; di ansia e preoccupazioni; di speranze, di umili preghiere bisbigliate prima di addormentarsi, nel silenzioso buio della notte, rivolte al buon Dio perché riconoscesse il giusto merito e concedesse manforte per superare le difficoltà, e l' immunità da malattie e grandine.&lt;br /&gt;C'era un sentire comune, un senso di solidarietà genuina che portava tutti gli abitanti del paese a preoccuparsi per la sorte delle vigne dopo una grandinata, o per l'assenza prolungata di pioggia. Ora nessuno vuole più avere a che fare con la terra, nessuno vuole più lavorarla. Improvvisamente tutto è diventato difficile, insostenibile. Non conviene più fare il vino in casa: costa troppo e richiede sforzi che gli anziani non possono più sostenere e che le nuove&lt;br /&gt;generazioni non vogliono e non sono state educate ad affrontare.&lt;br /&gt;Maledetta malinconia, sempre in agguato, sempre pronta a colpire violentemente i miei&lt;br /&gt;sensi per tutte le cose che ho vissuto e che non saranno più. Eppure ho imparato a conoscere il mondo quel tanto che basta per capire la velocità con cui cambia, a sperimentarne direttamente i ritmi forsennati che portano, come la corrente incontrastabile di un immenso fiume, verso un' unica direzione. Mi sento infinitamente stupido a voler ancora credere che il cuore abbia un ruolo determinante nello sviluppo della società umana, nella sua evoluzione.&lt;br /&gt;Il cammino dell'uomo segue un' altra strada, meno impegnativa e tortuosa: un modello di "benessere a tutti i costi", tecnologicamente avanzato, che porti, a grandi passi, ad un mondo comodo, agiato e sicuro, ma allo stesso tempo, cinico, distaccato e asettico.&lt;br /&gt;Ho abbondantemente superato quella fase di immaturità che mi portava alla convinzione di riuscire a cambiare ciò che mi stava attorno ed ora assisto, trascinato dalla corrente, ma pur sempre pronto a combattere e a far valere il mio dissenso, all'avvento di un mondo fuori dalla&lt;br /&gt;mia misura.&lt;br /&gt;Il sentimento che provo per le cose che non ci sono più ha un' essenza più profonda e radicata della semplice assenza di immagini, di suoni e di odori che si traduce, in questo caso, nel crescente abbandono della cultura del sacrificio. Ci stiamo prendendo in giro da soli e stiamo imbrogliando i nostri figli, educandoli ad avere tutto senza fare niente, attenuando e stravolgendo regole fondamentali come quella della "partita doppia”, in cui la cotropartita dell'"avere" non è più il "dare", ma il "pretendere". Li stiamo proteggendo dalla parte dura e faticosa di questa vita, per evitargli sofferenze e patemi d'animo; stiamo insegnando loro ad aggirare gli ostacoli, piuttosto che ad affrontarli e superarli. Mi chiedo come si possa far credere alle nuove generazioni che l'epoca a venire sarà ancora più opulenta, facile e comoda da vivere, di quella che stiamo attraversando; far finta di non vedere tutto ciò che ci gravita attorno e pensare di esserne immuni; ignorare le avvisaglie di un sistema al tracollo che s'impegna oltre quello che possiede nell'intento di rimandare, ma purtroppo aggravando, un&lt;br /&gt;destino ormai segnato. E ancora mi chiedo come sia possibile che questo modello di vita ci adombri la mente al punto da farci abbassare la guardia, da portarci a dimenticare che la paura porta alla sicurezza, la sofferenza e il sacrificio ad apprezzare la vita, la fame a gustare con piacere il cibo, la fatica a rendere intenso il riposo, l'impegno a rendere gratificante ciò che si&lt;br /&gt;fa. Ho paura che i figli di questa società non saranno uomini temprati e determinati, ma esseri fragili e disorientati che non conoscono il valore delle cose. Incapaci di affrontare le battaglie di una vita sempre più difficile, di non sentirsi sconfitti, di usare le sconfitte come esperienza e rafforzamento, ai fini di una pronta e orgogliosa rivincita.&lt;br /&gt;Se questo è quanto bisogna pagare per il sogno di una vita più sicura e longeva, è davvero&lt;br /&gt;un prezzo troppo alto per le generazioni che verranno, con il rischio che, prima o poi, si trovino ad affrontare un mondo che richiederà indietro tutto ciò che le generazioni passate hanno indebitamente preso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Zio Mario, baluardo del vino fatto in casa, che non si è mai risparmiato e resiste agli acciacchi di una vita dura, a stretto contatto con la Madre Terra; che mi ha insegnato, semplicemente nell'osservarlo lavorare, bere e mangiare, la sacralità di ogni cosa. E' oramai privilegio di pochi, conoscere il pieno, autentico e profondo gusto di ciò che ci offre la vita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2666780527862288285-4731523217619883261?l=mamopizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://mamopizza.blogspot.com/2009/10/blog-post.html</link><author>noreply@blogger.com (mimmo)</author><thr:total>5</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-2666780527862288285.post-7605337692792207358</guid><pubDate>Wed, 14 Oct 2009 22:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-10-15T00:03:51.652-07:00</atom:updated><category domain='http://www.blogger.com/atom/ns#'>"I Primi del Mese"</category><title>Risotto all'Uva</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.mamopizza.it/prodotti/primipiatti/risoalluva.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 434px; height: 387px;" src="http://www.mamopizza.it/prodotti/primipiatti/risoalluva.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sono ripromesso di preparare una volta al mese un primo piatto con lo stesso ingrediente del mese selezinato per la Pizza, sempre cercando di utilizzare quello che offre la dispensa. Per questo piatto ho  scelto un Riso Basmati (che ho preferito a vari tipi di pasta), non adattissimo per fare i risotti, ma era l'unico che avevo (ci stava sicuramente meglio un buon Carnaroli).&lt;br /&gt;Devo ammettere però che ho avuto qualche difficoltà a trovare l'accostamento giusto. Infatti, per la prima volta ho dovuto fare diverse prove (Uva/Salmone affumicato, Uva/Bacon e Uva/Gorgonzola) prima di decidere sulla Salsiccia fresca. Non che mi sia dispiaciuto, visto che il degustatore ufficiale ero solo io.....&lt;br /&gt;                        &lt;p&gt;Ingredienti per 4/5 persone (le quantità sono chiaramente indicative)&lt;br /&gt;300 gr Riso,&lt;br /&gt;1 Cipolla piccola,&lt;br /&gt;60 gr Burro,&lt;br /&gt;2 bicchieri di Vino Rosso,&lt;br /&gt;200 gr di Salsiccia fresca,&lt;br /&gt;150 gr di Uva,&lt;br /&gt;60 gr Pecorino grattugiato,&lt;br /&gt;          &lt;/p&gt;              &lt;p&gt;Tempi di preparazione: 15/20 minuti&lt;br /&gt;          &lt;/p&gt;             &lt;p&gt;Preparazione:&lt;br /&gt;Preparare un brodo vegetale (in alternativa di dado). In un tegame capiente far fondere il burro, aggiungere la Cipolla tagliata sottile e lasciarla appassire. Unire la Salsiccia fresca, metà dose degli acini d'Uva e versare, a piccole dosi, in modo continuativo, il Vino. Quando il Vino è quasi del tutto evaporato aggiungere il Riso e farlo tostare per qualche minuto. Aggiungere un mestolo di brodo e proseguire la cottura a fuoco lento, aggiungendo il brodo lentamente e  curando sempre il fondo in modo che non si attacchi. A fine cottura aggiungere il Pecorino e l'Erba Cipollina. Guarnire con gli acini di Uva rimasti, qualche viticcio e foglie di pàmpino (la foglia della Vite) accuratamente lavati.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2666780527862288285-7605337692792207358?l=mamopizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://mamopizza.blogspot.com/2009/10/risotto-alluva.html</link><author>noreply@blogger.com (mimmo)</author><thr:total>3</thr:total></item></channel></rss>
